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MASSIMO CAVALLI 1883

GUIDA AL DIMANTE

Una guida semplice e completa per conoscere il diamante: dalle 4C (taglio, colore, purezza e carato) alle certificazioni, fino ai dettagli che fanno la differenza nella scelta della pietra perfetta.

Massimo Cavalli 1883 Srl diamanti

LE 4C DEL DIAMANTE

Il diamante è una forma cristallina del carbonio. Ciò che lo distingue da altre strutture del carbonio è la disposizione specifica dei suoi atomi. I diamanti naturali si formano nel mantello terrestre, tra i 136 e i 184 chilometri di profondità, in condizioni di estrema pressione e temperatura e in assenza di ossigeno. Il loro viaggio verso la superficie terrestre può durare milioni di anni. È anche importante ricordare che il diamante è il materiale naturale più duro conosciuto al mondo.

I diamanti grezzi si trovano principalmente nell’Africa meridionale, in Australia, in Siberia, in Canada e in Brasile. Il loro colore naturale varia dal giallo, grigio o marrone fino all’incolore. In rari casi possono assumere tonalità blu, verdi, nere, rosa, viola e arancioni. I più rari in assoluto sono i diamanti rossi.

Per imparare a conoscere un diamante bisogna partire dalle sue quattro caratteristiche fondamentali, note come le 4C: Carato (peso), Colore, Purezza e Taglio. Questi elementi sono strumenti essenziali per classificare, confrontare e determinare il valore dei diamanti, dalla pietra grezza fino al prodotto finale. La scelta del diamante giusto comporta un bilanciamento tra questi fattori e il proprio budget.

In breve, il prezzo di un diamante è determinato dalla sua rarità, e le 4C ne definiscono unicità e valore.

“Non esistono due diamanti uguali.”

Massimo Cavalli 1883 Srl le 4c
  • Il carato rappresenta il peso di un diamante. Un carato equivale a 0,2 grammi, quindi un diamante da cinque carati pesa un grammo. Il carato è suddiviso in 100 punti: un diamante da mezzo carato è spesso descritto come un diamante da 50 punti.

    Come già detto, la rarità è ciò che determina il valore. Aumentando il peso, aumenta anche la rarità (e quindi il prezzo), in modo esponenziale. A parità di qualità, i diamanti più grandi sono molto più rari.

     

    È importante sottolineare che il peso in carati non coincide sempre con le dimensioni visibili. Il taglio incide molto sull’aspetto visivo di una pietra. Due diamanti dello stesso peso possono apparire diversi a seconda del tipo di taglio.

    Massimo Cavalli 1883 Srl carati
  • A seconda della loro composizione chimica, i diamanti possono presentare sottili variazioni di colore. Le tonalità più comuni—giallo e marrone—sono causate dalla presenza di atomi di azoto nella struttura cristallina. Le differenze tra le varie gradazioni di colore sono spesso molto lievi e difficili da percepire a occhio nudo. Più un diamante è bianco, più il suo valore è elevato.

    Massimo Cavalli 1883 Srl colori
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  • La purezza di un diamante indica il grado di impurità interne (inclusioni). Le inclusioni si formano naturalmente durante la crescita del cristallo, mentre i difetti superficiali possono derivare sia da processi naturali che dall’intervento umano, ad esempio durante la fase di taglio, o per via di colpi subiti.

    Quasi tutti i diamanti presentano almeno qualche imperfezione. La valutazione della purezza avviene con una lente d’ingrandimento a 10x, standard nel settore. Più elevata è la purezza, maggiore sarà la rarità e il valore della pietra.

    Massimo Cavalli 1883 Srl purezza
  • Il taglio si riferisce a come un diamante è stato modellato e lucidato a partire dalla pietra grezza. Include sia lo stile o forma—come brillante rotondo, smeraldo, Asscher, goccia, navette, baguette, ovale—sia la precisione del taglio: proporzioni, simmetria, angoli e finitura. Questi elementi determinano come la luce interagisce con il diamante, influenzandone brillantezza, fuoco e bellezza complessiva.

    Se le proporzioni o la simmetria non sono corrette—ad esempio con una parte inferiore troppo profonda o troppo piatta—la luce si disperde e il diamante risulta meno brillante.

    Massimo Cavalli 1883 Srl taglio
    Massimo Cavalli 1883 Srl taglio

    La qualità del taglio dipende interamente dalla maestria dell’artigiano. Non si tratta solo del numero di sfaccettature, ma di come vengono distribuite per ottenere la massima brillantezza e vivacità. L’obiettivo è doppio: massimizzare la luminosità e l’apparenza dimensionale del diamante.

    Esistono tre stili principali di taglio:

    • Brillante – Il più comune, ottimizzato per massima brillantezza (es. brillante rotondo).

    • A gradini (step cut) – Facce rettilinee disposte in parallelo al bordo, tipico di tagli smeraldo o Asscher.

    • Misto – Una combinazione tra taglio brillante e taglio a gradini, come nel taglio Radiant.

Massimo Cavalli 1883 Srl diamante

Brillantezza

Secondo le ricerche del GIA (Gemological Institute of America), la brillantezza di un diamante - cioè la qualità che gli conferisce quello scintillio così attraente - è il risultato della combinazione di tre elementi visivi principali: luminosità, fuoco e pattern.

 

Questi aspetti vengono valutati dagli esperti a occhio nudo, senza l’uso di lenti di ingrandimento.

  • Luminosità: è il ritorno della luce bianca verso l’occhio dell’osservatore.

  • Fuoco: sono i lampi di colore generati dalla dispersione della luce bianca nei colori dell’arcobaleno.

  • Pattern: è il disegno formato dai riflessi di luce che emergono dalla corona del diamante.

Questi elementi lavorano in sinergia in un diamante ben tagliato, migliorandone la resa visiva e assicurando che le proporzioni ne esaltino dimensione e scintillio. Poiché la brillantezza è ciò che colpisce per primo l’occhio umano, rappresenta il fattore più importante durante il taglio di un diamante.

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Classificazione e Certificazione dei Diamanti

I certificati di classificazione emessi da laboratori gemmologici indipendenti funzionano come un vero e proprio “passaporto” o “Carta di Identità” del diamante: un documento dettagliato che descrive le sue caratteristiche qualitative.

Tra i laboratori più rinomati nel settore troviamo:

  • GIA (Gemological Institute of America)

  • HRD (Hoge Raad voor Diamant)

  • IGI (International Gemological Institute)

 

Queste istituzioni sono considerate le più affidabili per la coerenza e l’accuratezza dei loro standard di valutazione. I certificati GIA o HRD vengono spesso forniti con il diamante, aiutando il cliente a verificare l’autenticità e confrontare i valori. Quasi sempre i diamanti recano inciso sul bordo il numero del certificato: questo rende più facile l’attribuzione ad ogni diamante del relativo certificato, evitando di doverlo smontare dal gioiello per poterlo analizzare e riconoscere.

Massimo Cavalli 1883 Srl certificazione

Fluorescenza

La fluorescenza indica la reazione visibile di un diamante alla luce ultravioletta (UV). In ambienti con luce UV—come discoteche o sotto una luce nera—alcuni diamanti possono emettere una luminescenza visibile, nella maggior parte dei casi blu.

Circa il 25–35% dei diamanti mostra qualche livello di fluorescenza, ma solo nel 2–3% dei casi questa può influenzare visibilmente l’aspetto del diamante. In casi molto rari (meno dello 0,2%), una fluorescenza intensa può rendere la pietra opaca, lattescente.

Curiosamente, la fluorescenza blu può anche migliorare l’aspetto dei diamanti con tonalità gialle (dal colore I in poi), facendoli apparire più bianchi e brillanti. In circa il 5% dei casi, la fluorescenza può manifestarsi in altri colori, come giallo, bianco, verde, o addirittura rosso—come accade nel celebre diamante Hope.

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